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Il Sudafrica è una sorta di approfondimento dei temi del Continente Nero in un unico Paese, ma è anche qualcosa di più: è l'incontro tra uomini di culture molto differenti che hanno comuni problemi e aspirazioni. E il futuro dell'Africa. L'ambiente è magnifico: due oceani, l'Atlantico e l'Indiano, si incontrano a Città del Capo, metropoli che mantiene intatto il fascino di "Taverna dei Mari". Da qui, a guardare verso sud, si scorgono solo le onde antartiche scosse dai Quaranta Ruggenti.

Dalla Prefazione di Massimo D'Alema:
«Lo straordinario racconto del riscatto del Sud Africa dall'apartheid, e dell'inizio della costruzione del "nuovo Sud Africa di Nelson Mandela", e della lunga storia dei rapporti tra la Sinistra italiana, l'ANC e altri movimenti di liberazione che hanno segnato la storia dell'Africa australe negli ultimi trent'anni.

Il Sudafrica ha vissuto uno straordinario cambiamento a partire dal 1994, quando, dopo anni di soprusi e sopraffazioni nei confronti della stragrande maggioranza della popolazione da parte dei bianchi, ha avuto inizio un pacifico corso di democratizzazione. Il governo democratico si è reso autore di un vero capolavoro mettendo in opera un poderoso processo di riconciliazione, che ha scongiurato una violenta ritorsione nei confronti dei bianchi, e adottando una Costituzione di altissimo profilo.

Ambientato alla fine del XIX secolo nella provincia sudafricana del Transvaal, il romanzo ha come protagoniste due giovani donne, Mittee e Selina, cresciute insieme come sorelle ma divise dal colore della pelle e dalla posizione sociale. Il loro rapporto oscilla tra amore e odio, generosità e cattiveria, sentimenti che vengono acuiti dalla passione che Selina nutre segretamente nei confronti del ricco Paul Du Plessis, promesso sposo di Mittee.

Dall'autrice di "Io e Mitee", una saga familiare ambientata in Sudafrica tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, nella quale le vicende di una ricca famiglia di coltivatori di canna da zucchero si mescolano a quelle di una comunità di servitori indiani che tenta di riscattarsi dalla propria misera condizione. Ne sono protagoniste Helen Angus e la sua amica indiana Leela, entrambe prigioniere di un mondo nel quale la violenza e l'odio gareggiano con l'amore, la passione e l'infinita bellezza della loro terra.

Che cos’è la libertà? Difficile dirlo per Emma Bonelli, che sulle colline del Monferrato piemontese, nell’aprile del 1935, per la prima volta varca la soglia della casa dei Francesi, sposa al ciabattino zoppo che le hanno dato per marito. Emma ha la terza elementare. La sua dote è misera. Di bello ha solo una massa di riccioli rossi, che presto taglierà senza pietà. Però è una gran lavoratrice, e per questo i Francesi, che hanno tanta terra e poche braccia, l’hanno voluta come nuora. Anche per sua figlia Luciana libertà non è che una parola lontana, mai sperimentata sulla pelle.

Costruito su una serie di episodi, quasi piccoli racconti, intervallati da memorie personali, il romanzo è un commosso omaggio al District Six, antico e bellissimo quartiere di Città del Capo, demolito negli anni Sessanta per fare spazio a un nuovo quartiere per bianchi e per ottemperare all'imperante apartheid di quegli anni. Rive ne narra la vita e la morte, ricostruisce l'esodo forzato degli abitanti del quartiere, in uno stile ricco di humour e di sottile ironia. Una storia personale e collettiva e, insieme, una vicenda politica.

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