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In questo nuovo romanzo l'oggetto della satira di Sharpe è un gruppo di agenti segreti occupati nella lotta al comunismo in Sudafrica, tra cardiochirurghi frenetici, poliziotti disorientati e strane bombe-animali che minacciano la popolazione.

"L'Africa che canta la vita" è in Italia una delle opere più lette e più richieste, quanto alle fonti di cognizione dell'universo negro-africano, è perché dall'anno 2000 il continente africano è tornato alla ribalta in quanto terra di missione, delle nuove missioni, delle ennesime missioni di civilizzazione. In questo volume terzo della seconda edizione, l'autore esamina, scopre e rivela cosa gli africani di diverse tribù ed etnie pensano delle vicende riguardanti le virtù ed i vizi che devono caratterizzare un uomo o una donna per essere apprezzati nelle loro comunità.

Nel 2000 l'Africa è ritornata alla ribalta in quanto terra di missione, delle nuove missioni, delle ennesime missioni di civilizzazione e di sviluppo. Mai le iniziative per lo sviluppo e per la pace sono state così numerose e variegate in Africa come negli ultimi anni. La cooperazione internazionale e la solidarietà dei popoli delle Nazioni economicamente evolute sembrano non voler abbandonare l'Africa al suo destino. Nonostante le obiettive difficoltà, numerosi uomini e donne d'Asia, d'America, d'Europa e d'Oceania amano l'Africa e gli africani.

Il rapporto della letteratura sud-africana con la storia travagliata dell'apartheid; l'originalità, l'indipendenza, il desiderio di rinnovare di una letteratura a molti sconosciuta vengono tracciati dall'autore, professore di letterature e civiltà africane presso l'Università di Montpellier.

La rivolta dei giovani neri di Soweto nel romanzo politico e d'azione dello scrittore e poeta sudafricano.

La geografia dell'Africa - sosteneva il grande storico francese Fernand Braudel - è importante quasi quanto la sua storia per capire quali siano le radici dei problemi antichi e moderni del continente. Facendo ampio ricorso alle carte geografiche, questo Atlante ripercorre in maniera sintetica e chiara le tappe di tutta la storia africana (non solo quella più nota, a partire dall'arrivo degli Europei nel continente) fino ai giorni nostri.

Pubblicato nel 1883, è il primo romanzo scritto in Africa e da una donna – bianca, di origine olandese, figlia di missionari; romanzo che per la forza delle idee progressiste, femministe e di denuncia del razzismo fece scandalo conquistando alla sua autrice una enorme popolarità.

E' la storia di un ragazzino che vive in campagna e ama fare lunghe passeggiate. Un giorno trova un fiore buttato via, quasi appassito, e decide di prendersene cura finché, all'improvviso, dopo molte fatiche e premure, la piantina torna a fiorire. A quel punto il bambino si addormenta sotto la pianta. Dopo una lunga e disperata ricerca, i genitori lo ritrovano adagiato in terra accanto al fiore che, nel frattempo, si è trasformato nel più grande del mondo.
Età di lettura: da 4 anni.

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